| NON SI parte da zero a zero |
NON SI parte da zero a zero
di LUCA ORSI
BOLOGNA CRONACA pag. 4 di LUCA ORSI «NON SI parte da zero a zero». Neppure sul ballottaggio... di LUCA ORSI «NON SI parte da zero a zero». Neppure sul ballottaggio Flavio Delbono è d'accordo con Alfredo Cazzola, suo avversario nello scontro diretto di domenica e lunedì prossimi, da cui uno dei due uscirà sindaco. Forte del 49,40% conquistato al primo turno ,contro il 29,1% di Cazzola, il professore prodiano, candidato sindaco del Pd, imputa la mancata elezione del 6-7 giugno (dove «ha preso il palo», ha detto Pier Luigi Bersani) allo spezzatino di liste di centrosinistra. «Alla mia sinistra avevo cinque candidati sindaco. Dunque non è stato certo Cazzola a portarmi al ballottaggio», afferma Delbono. Sicuro che una parte dei voti dispersi sufficiente a vincere senza patemi torneranno a casa. E non troppo preoccupato di un possibile astensionismo: «Se è un pericolo, lo è per tutti e due». Ieri sera, intanto all'Ufficio elettorale del Comune, sotto la supervisione di Francesco Russo, capo di Gabinetto della Prefettura (nella foto) è stato sorteggiato l'ordine di apparizione' sulla scheda dei due candidati e delle relative liste. Al primo posto, in alto, ci sarà Cazzola, con a fianco i simboli della sua lista civica, Pdl, Lega nord, Dc-Terzo polo di centro e quello del Codacons, lista che si è collegata ieri, e che al primo turno sosteneva Giovanni Fàvia, candidato sindaco dei grillini. Sotto Cazzola ci sarà Delbono, con il suo schieramento di sette sigle: Pd, Idv, Verdi, Prc-Pdci, Sinistra per Bologna, Bologna al centro e Bologna 2014. «VISTO? Non c'è stata nessuna ammucchiata», afferma Cazzola, dopo che solo il Codacons si è apparentato con lui. «Ci stiamo semplicemente confrontando con tutti commenta l'ex presidente di Bologna e Virtus , ma Delbono ha cercato di screditare la nostra azione agitando il fantasma di un'ammucchiata di partiti». Il problema, aggiunge Cazzola, «è che l'ammucchiata l'ha già messa in campo lui. E, nell'improbabile caso che dovesse vincere, pagherà pegno con l'ingovernabilità di una coalizione che non può stare in piedi». Cazzola ricorda ancora una volta di avere già presentato la sua possibile giunta. Mentre Delbono «non ha ancora nulla». «Abbia pazienza ribatte il prodiano , tra un paio di settimane la saprà». Delbono glissa sul vicesindaco, tema che ha già creato qualche fibrillazione interna che deve averlo infastidito: «Ho in mente alcuni profili. Ma competenza ed esperienza saranno requisiti importanti, più che l'appartenenza partitica». IL PRODIANO torna quindi sulle parola con cui, sabato, Giorgio Guazzaloca ha espresso il suo appoggio a Cazzola in questo ballottaggio. «Si tratta aveva affermato l'ex sindaco di scegliere tra la difesa di un potere cinquantennale che ha danneggiato e normalizzato Bologna e un uomo, un candidato che molto probabilmente non è adatto al compito che si è prefissato, ma che è sostenuto da tanti bolognesi che con me e come me hanno condiviso le battaglie e le speranze per una Bologna migliore». «E' l'appello più contraddittorio possibile a un ballottaggio», commenta Delbono. Perché «si dice una cosa e il suo contrario. Se fossi Cazzola, e mi sentissi dare dell'inadeguato proprio da chi invita a votarmi, non mi sentirei molto rassicurato». Fra l'altro, si chiede ancora il prodiano, «sono curioso di sapere quali delle proposte di Guazzaloca sarebbero accolte da Cazzola. La tangenziale sottoterra? Il trasloco dell'Università alla Fiera e della Fiera all'Interporto? Quello dell'ospedale Sant'Orsola al Bellaria? Io questo problema non ce l'ho». Fra le priorità del suo programma, Delbono indica la sicurezza. «Sproneremo il governo a fare fino in fondo il suo dovere, e contro il degrado e i comportamenti illeciti farò tutto ciò che un sindaco può fare. E di me ci si può fidare».
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