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| Comunali 2005 - Rovereto |
PROGRAMMA della Lista Civica AMBIENTE E SOCIETA' per le elezioni comunali 2005 di Rovereto
- Presentazione
Questa Lista Civica, AMBIENTE E SOCIETA', nasce dalla spontanea aggregazione di cittadini che percepiscono la distanza tra i palazzi della politica e le persone, desiderano maggior partecipazione della gente ai problemi comuni e non condividono appieno la politica che sta promuovendo attualmente il centro-sinistra. Purtroppo la politica è lontana dai problemi dei cittadini ed è diventata sostanzialmente una sommatoria di affari esclusivamente economici che porta benefici ovviamente a chi li sottoscrive dimenticandosi che la persona umana è qualcosa di molto più complesso ed importante che non un attore economico. Non è una lista troppo legata ad ideologie preconcette ed è per questo che preferisce parlare di programmi e confrontarsi sui programmi. Anzi vorremmo dire che si privilegia l'apporto di comuni cittadini che possano discutere, definire ed impegnarsi per la realizzazione di un programma comune mantenendosi lontani da interessi di specifici partiti. Sicuramente questa lista civica ha elevata sensibilità per la tutela della legalità e della questione morale perché crede che in ciò si nasconda uno dei profondi mali della politica (il potere economico ha troppo inquinato il potere politico). Certamente non difende il liberismo sfrenato e senza regole ma pone l'attenzione sulla centralità dell'uomo e sull'ambiente in cui vive. Solitamente si analizzano, si misurano le cose/eventi da un solo punto di vista economico: l'unità di misura è solamente il parametro economico. Crediamo che nel terzo millennio si debba modificare questa visione ampliando le nostre modalità di valutazione. Il benessere psico-fisico dell'uomo e la qualità dell'ambiente in cui vive devono essere al centro della nostra attenzione piuttosto che il solo metro economico. Si auspica uno sviluppo sociale basato non solo sulle regole del libero mercato ma anche su interventi correttivi a favore dei soggetti più deboli favorendo un'equa ripartizione delle risorse e promuovendo, a fronte della globalizzazione dei mercati, la globalizzazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Si auspica un rilancio della funzione pubblica nella guida della società ma realizzato senza sprechi e mantenendo il confronto con il rendimento delle imprese private. Per quanto sopra è indubbio che questa lista si pone nell'area ulivista ed è incompatibile con Forza Italia ed altri partiti della destra tradizionale. Vi è la consapevolezza della necessità di ricercare un'unità nel polo di centro-sinistra ed è per questo che ci si dichiara fin d'ora disponibili ad accordi con altre forze politiche nella ricerca di una politica condivisa accettando di appoggiare anche un candidato sindaco diverso da Paolo Cova che è stato scelto dalla nostra lista. Rovereto ha due specificità che sono da difendere ed implementare. E' la città più industrializzata del Trentino e sconta in questo momento una crisi profonda e strutturale legata all'economia globale. E' una città ove cultura ed arte sono molto vissuti. Perdere queste due specificità significa perdere l'anima più profonda di Rovereto.
- un nuovo rapporto tra istituzioni (comune) e cittadini
Deve esservi pari dignità tra istituzioni e cittadini. Deve esservi reciproca fiducia e collaborazione. Deve anche esservi un maggior controllo dell'ente pubblico e la capacità di riprendere chi non rispetta le regole della comunità. E' necessaria anche una maggior semplificazione della vita dei cittadini che è sempre più complicata. Ad esempio si potrebbe evitare di richiedere una serie infinita di certificazioni solamente per ottenere uno sconto sull'abbonamento del trasporto urbano oppure si potrebbe organizzare una raccolta differenziata dei rifiuti con modalità che non mortifichino troppo fortemente la libertà individuale. Le istituzioni devono confrontarsi con i cittadini e promuovere continui incontri con le varie categorie per affrontare al meglio e con cognizione di causa le varie problematiche. Non si devono quindi possibilmente calare dall' alto delle soluzioni che spesso fanno toccare con mano quanto si è lontani dalla realtà delle cose. L' ascolto di chi conosce bene i problemi è di una importanza strategica fondamentale per risolverli al meglio. E' necessario far partecipare di più i cittadini nelle scelte politiche per recuperare democrazia perduta. Ci si augura anche che più numerose donne partecipino e dedichino più tempo alla vita politica della città.
- un modo nuovo di fare politica
Dovrebbe far molto riflettere la sempre maggior sfiducia dei cittadini nella politica. Se questo valore non viene recuperato non si può più parlare di democrazia. Crediamo che i cittadini siano stanchi di vedere che se un gruppo politico dice A la controparte deve per forza dire l'opposto per mantenere o ampliare il proprio elettorato. Vi è solamente la caccia al voto e questo sembra essere solamente ciò che interessa. Forse non si è capito che l'unico e vero modo di affrontare i problemi e di proporre soluzioni è chiedersi se questa soluzione è utile ad un maggior numero di persone. Ciò che conta in realtà è che sia utile alla maggioranza dei cittadini al di là di qualsiasi schieramento politico, al di là degli interessi legati ai partiti. Vi è da rilevare inoltre che Trento sta diventando sempre più un centro di potere a discapito di Rovereto e della periferia in genere.
- il problema del lavoro
E' questo uno dei nodi che sta diventando fondamentale. E' sotto gli occhi di tutti che nel dopoguerra una sola persona riusciva a mantenere una famiglia, negli anni ottanta ce ne sono volute due ed ora si hanno difficoltà anche con due persone che lavorano. Ma l'ulteriore problema è trovare un lavoro che sia adeguatamente retribuito. Siamo in un periodo di capitalismo sfrenato. La robotica e la globalizzazione hanno prodotto effetti devastanti. Da un lato l'industria riesce a produrre molto di più con meno personale e dall'altro riesce a trovare personale a costi bassissimi al punto da ritenere opportuno il trasferimento in altri paesi. In questa forbice è veramente duro, soprattutto per i giovani, trovare uno spiraglio che non sia una cronica precarietà. E' evidente che la prima risposta possibile ai problemi di cui sopra è il rafforzamento della cultura, delle formazione individuale e della continua ricerca: certamente non possiamo competere se il confronto è basato sulla forza delle sole braccia. E' necessario elevare la qualità della nostra produzione, la sicurezza del lavoro e puntare su una forte accelerazione della conoscenza tecnologica: ma come? Bisogna realizzare un progetto politico di grande respiro a cui tutti partecipano coordinato e pilotato dalla politica. Le università e la ricerca devono mettersi al servizio delle imprese aiutate in questo dall'ente pubblico che deve fare da catalizzatore. L'Agenzia Dello Sviluppo per esempio non deve ridursi ad agenzia immobiliare e bisogna pur chiedersi quanto ritorno dà l'ITC. Localizzare a Rovereto una università che può essere di stimolo alle imprese serve a questo scopo: potrebbe essere "ingegneria delle telecomunicazioni" essendoci già scienze cognitive ed informatica. Si potrebbe realizzare a Rovereto un corso di laurea per "educatore professionale" collegato a scienze cognitive. Altra idea è quella di realizzare la partecipazione attiva dei lavoratori nella gestione delle imprese e realizzare scuole per la miglior formazione del personale in accordo con le imprese. L'ente pubblico può e deve fare ciò in modo attento e mirato. Non ha senso finanziare ditte che provengono da altre provincie o addirittura dall'estero perché attratte dai finanziamenti locali. Le ditte da sostenere devono avere un legame profondo col territorio o perché sono nate qui o per formazione culturale (legame con l'ambiente) o per le materie prime lavorate. Vi sono nuovi settori che devono divenire importanti. Certamente una Politica Energetica ed Ambientale seria, mirata e non certo estemporanea creerebbe moltissimi posti di lavoro e difenderebbe la nostra salute (vedi questa voce sviluppata a parte). Si parla di crisi dei negozi in centrostorico vuoi per l'aumento degli affitti vuoi per la diminuita capacità di spesa. Si deve evitare di creare altri centri commerciali. Si potrebbe intervenire cercando di calmierare gli affitti e rivitalizzando per esempio Via Della Terra in cui vi sono anche proprietà comunali stimolando la creazione di una zona artigianale/artistica. Il comune può farsi promotore di edilizia agevolata sia per l'industria/artigianato sia per i privati: può quindi incidere sull'offerta calmierando i prezzi. Si giudica molto negativamente che si voglia privatizzare l'ITEA. Può svolgere una politica di tutela dei consumatori controllando il prezzo dei prodotti. Può favorire la nascita di imprese locali supportandole nel difficile momento dell' inizio attività con modalità da discutere con le varie categorie. Può favorire la nascita di imprese compartecipando in esse rispettando però il principio della libera concorrenza onde non creare carrozzoni mangiasoldi.
Non dobbiamo dimenticare neppure il settore agricolo, particolarmente la produzione biologica, che va recuperato e sostenuto in qualità e differenziazione dei prodotti. Dobbiamo incentivare la produzione ed il consumo di prodotti locali di elevata qualità ed incentivare l'agriturismo. Siamo in un momento economico difficile. La comunità deve sostenere i ceti più deboli, le famiglie meno abbienti, i giovani e gli anziani. Lo può fare con maggiori risorse se vengono evitati gli sprechi. Si potrebbero emettere B.O.C. (buoni ordinari comunali) per la rapida realizzazione di opere ritenute necessarie ed urgenti.
- una Politica Energetica ed Ambientale
Purtroppo l'ente pubblico in comunione d'interessi con la vendita di idrocarburi non favorisce una seria politica energetica. Né favorisce più di tanto la ricerca in questo campo ove enormi sono le potenzialità di lavoro. Siamo un paese molto solarizzato ma i nostri edifici sono tecnologicamente indietro di dieci anni rispetto a quanto si fa in Austria o in Germania. Oggi si è in grado di costruire edifici energeticamente indipendenti. Basti pensare che il solo miglioramento dell'isolazione degli edifici può subito comportare un risparmio del 10% o 20% sui consumi globali. Anche l'uso di caldaie a condensazione porterebbe inoltre ad un risparmio del 3% o 4%. Perché non stimolare e sostenere seriamente e con continuità queste cose? Il Comune di Rovereto ha recentemente varato un regolamento per questo ma è troppo complessa la sua applicazione e quindi non sortirà l'effetto voluto. Si propone per esempio la "certificazione energetica" degli edifici in modo analogo a quanto si sta facendo in Alto Adige. Si preferisce buttare fumo negli occhi fermando il traffico nelle città per qualche giornata e non si fanno interventi strutturali e definitivi. Si preferisce bruciare i rifiuti aggravando il problema ambientale già al collasso quando il Trentino ha risorse energetiche enormi (esporta più del 60% di energia elettrica prodotta in modo pulito con le centrali idroelettriche). Si realizza una raccolta differenziata che è una politica poco compatibile con l'incenerimento dei rifiuti (con la raccolta differenziata si arriva facilmente a riciclare circa l'80% tanto quanto l' inceneritore mentre lo stesso produce almeno un 20% di ceneri tossiche oltrechè inquinare l'aria). Sia chiaro che noi siamo favorevoli ad una raccolta differenziata molto spinta al punto da rendere inutile la costruzione dell'inceneritore ma con modalità diverse da quelle realizzate a Rovereto (meglio i cassonetti di prossimità ai quali ciascuno può liberamente conferire i propri rifiuti senza limitazioni di tempo e di date: la città inoltre non deve essere ridotta a giorni alterni ad una esposizione di bidoncini ed antiigienici sacchetti). Nulla si fa per affrontare il problema più a monte che è il vero problema: è necessario ridurre al minimo la produzione dei rifiuti e quindi bisogna creare leggi ed organizzazioni specifiche. Vi è un rilevante problema di avvelenamento ambientale dell'aria e del suolo. Certamente costa meno usare un veleno in agricoltura o usare un derivato del petrolio nell'industria. Ma quanto costa ciò in realtà? E' sviluppo sostenibile questo? Non sarebbe opportuno introdurre tasse per chi usa o mette in circolazione prodotti inquinanti per disincentivare questa errata mentalità? L'aria ed il suolo sono di tutti: perché solo alcuni ne devono trarre un beneficio economico? Si propone inoltre la mappatura della presenza di amianto nel territorio comunale e che vengano stimolate le definitive bonifiche con opportuni finanziamenti. Crediamo di dover mettere in evidenza che il necessario sviluppo di quanto sopra possa creare moltissimi posti di lavoro.
- una città più vivibile
E' banale osservare che sarebbe opportuno migliorare il trasporto pubblico e comunque demotivare l'uso privato, vorremmo dire singolo, dell'automobile? Anche nell'ottica della difesa ambientale e tutela della qualità dell' aria si può pensare di stimolare l' uso delle biciclette in città con analisi e creazione di opportuni percorsi ciclabili: la relativa grandezza di Rovereto ben si presta a questo. Si potrebbe cominciare a realizzare ciò partendo dal collegamento con le scuole ed i servizi che gravitano su esse. La rete delle piste ciclabili va raccordata e ulteriormente protetta.Tutte le scuole devono poter essere raggiunte su piste ciclabili. Vi è la necessità di aumentare la frequenza dei passaggi degli autobus particolarmente tra Rovereto ed i paesi più prossimi: la frequenza di 30 min in città e di 1,5 ore con i paesi limitrofi è il motivo che più fortemente disincentiva l'uso del mezzo pubblico. Inoltre favorire con tariffe molto basse chi potrebbe usare l'autobus per andare al lavoro.
Vi sono delle zone della città purtroppo prossime ad una camera a gas (es: Via Cavour). La revisione del PRG dovrebbe tenerne conto e creare alternative alle concentrazioni di traffico. Per esempio è assurdo dover fare due kilometri per accedere al casello di Rovereto Nord dal Brione (sarebbe sufficiente aprire a senso unico Via Lagarina). E' altrettanto assurdo dalla rotatoria dello stadio Quercia dover transitare per il centro se si desidera andare nella zona di S.Giorgio. Si potrebbe qualificare il Palazzo Balista (sede universitaria? Luogo d'incontro di giovani ed associazioni?) e creare una piazzetta/luogo d'incontro nell'ex piazzale delle autocorriere con una adeguata rivisitazione estetica ed un restauro conservativo degli attuali portici, residui dell'antico convento. Ovviamente l'esistente parcheggio auto potrebbe venire interrato e potenziato. Va estesa la zona pedonale del centro storico ed opportunamente allargata fino a comprendere il MART. Grande attenzione dovrà essere posta alla creazione, ove possibile, di parchi pubblici quale per esempio quello nell'area della ex-Alpe ed in Via Stroperi. Ogni quartiere della città dovrebbe permettere ai suoi residenti di praticare un po' di sport all'aria aperta ed in sicurezza. Dovrebbero essere create nuove "palestre all'aperto" sul modello delle due già esistenti nel parco di S.Maria ed in quello di Lizzana, magari realizzandole nei vari parchi cittadini senza rubare troppo spazio al verde. Se si guardano i vari campi da calcio cittadini sono quasi tutti (o forse tutti?) recintati; così possono accedere solo gli iscritti alle società sportive. Chi ha voglia di fare "due colpi" con gli amici non ha un posto dove andare: lo stesso dicasi per la pallacanestro, la pallavolo, le bocce ed altri sport.
- turismo e MART
E' evidente la necessità di sostenere il MART che può essere un'interessante ed ulteriore stimolo alla visita della città. Opereremo per riportare alla precedente collocazione le statue di Paladino: si ritiene infatti che queste opere erano ben armonizzate con l'attuale piazzetta. E' necessaria una maggior interazione tra il MART e la città. Ciò può essere stimolato con la creazione di corsi universitari che siano complementari quali arti visive oppure il dams che ancora non esistono nel Trentino riutilizzando i vecchi palazzi anziché alienarli ai privati. Si deve trovare il modo di valorizzare meglio la Campana dei Caduti che è un'unicità di Rovereto. Rovereto è identificata come "città della pace": Perché non convogliare nella nostra città manifestazioni nazionali ed internazionali e stimolare un certo turismo giovanile legato alle problematiche della convivenza pacifica tra i popoli? Ma bisognerà anche migliorare l'accoglienza della città particolarmente nei giorni festivi dato che, ad oggi, quasi tutto è chiuso. Da analizzare inoltre l'opportunità di riattivare il collegamento su rotaia tra Rovereto e Riva vuoi ai fini turistici vuoi per miglior servizio all'area industriale di Riva-Arco.
- I bambini
Abbiamo un servizio asili nido molto qualificato e ottimamente funzionante anche se i posti disponibili sono ancora inferiori alle necessità. Tale servizio non va esternalizzato, ma deve continuare ad essere gestito direttamente dal Comune.
- i giovani
I giovani non trovano più luoghi di aggregazione appropriati. Si propone di utilizzare uno dei vecchi palazzi di proprietà comunale quale luogo d'incontro. Si propone inoltre di favorire lo sviluppo delle molteplici Associazioni che operano sul territorio Comunale offrendo spazi anche gratuiti.
- gli anziani e la salute
Che la nostra società stia enormemente invecchiando non è certo una novità. Purtroppo questo problema non è adeguatamente affrontato e risolto perché ad oggi pare che anch'essi facciano parte della società dei consumi. Sono stati usati ed ora si buttano e si relegano in strutture inadeguate e mortificanti. Bisogna ridare ai vecchi la loro funzione di "insegnanti" che è il loro vero ruolo. Bisogna cercare di conservare a loro una funzione sociale, di conservare il collegamento col tessuto sociale e di fornire loro adeguate strutture organizzate che tengano conto di quanto sopra.
Sarebbe utile che il Comune aumentasse la tipologia delle prestazioni di assistenza domiciliare quali ad esempio il soccorso telefonico, il servizio d'informazione fiscale e previdenziale, la spesa a domicilio, l'ottenimento di certificati, di ricette mediche ecc.. A Rovereto è necessario realizzare un Centro Sociale (non certo solo per anziani) simile al Centro Sociale Il Delfino di Trento. Manca inoltre anche una specifica residenza protetta per pazienti psichiatrici anziani realizzata sul modello "gruppo famiglia". L'ospedale di Rovereto sta subendo una progressiva emarginazione. Attualmente l'ospedale di Rovereto è privo di autonomia gestionale, finanziaria, amministrativa.. Ne vanno di mezzo i malati di Rovereto e Vallagarina che attendono da anni la piastra, terapie urologiche, guardia attiva gastro - enterologica, unità operativa di emodialisi. La L.P. n. 10. va cambiata in modo tale che pur mantenendo una azienda unica l'ospedale di Rovereto abbia autonomia finanziaria e non sia relegato a Polo Ospedaliero di serie B. E' importante che anche nel settore pubblico sia mantenuta una sana competizione che si tradurrà in un miglioramento dei servizi verso l'utente e quindi l'ospedale di Rovereto sia mantenuto evitando la concentrazione dei migliori servizi a Trento. E' necessario realizzare un corso di studio di un anno per parificare legalmente al nostro titolo di "Infermiere Professionale" quanti giungono da altri paesi con titoli analoghi perché tale figura non è di facile reperibilità.
- lotta all'evasione fiscale e lotta ai privilegi
Anche l'ente pubblico ovviamente non dispone più delle risorse di una volta. Non vi è quindi che finalmente far pagare a tutti quanto è giusto affinché tutti paghino di meno. I costi di gestione della politica sono esagerati magari anche perché si fondano su inaccettabili privilegi.
- problema dell'immigrazione
Sicuramente vi è da ricordare che una volta gli emigranti eravamo noi. Vi è dunque da favorire la tolleranza e una importantissima integrazione culturale di cui il comune deve farsi carico. La diversità non deve essere un problema ma una ricchezza. E' necessario inoltre dare pari dignità a queste persone ed adoperarsi affinché possano usufruire degli stessi nostri diritti/doveri.
- problema del maggioritario e del miglioramento della democrazia
Se vi è stato un vantaggio nella governabilità ci si sta accorgendo che se non viene corretta questa tendenza ne soffrirà la democrazia già penalizzata dalla sfiducia dei cittadini. Sicuramente si ritiene che si debba abolire il quorum minimo nelle consultazioni popolari (per esempio 19100 voti contrari non sono bastati a fermare l'inceneritore di Trento): gli interessati sicuramente vanno a votare e non è corretto mortificare la democrazia con un quorum minimo. Si è anche favorevoli al riconoscimento dei "diritti civili" per le coppie di fatto e quindi alla creazione di un semplice "registro" ove, chi desidera, possa a sua scelta iscriversi. Si deve anche difendere il pluralismo nell'informazione che è fortemente mortificato. Sarebbe utile per ciò che venissero riprese e diffuse in TV le riunioni dei Consigli Comunali per consentire ai cittadini di partecipare più da vicino ai lavori di amministrazione della città.Si propone di ridurre del 50% il gettone di presenza dei Consiglieri Comunali nel caso non abbiano partecipato per intero alle rispettive riunioni (necessità di doppia firma l'una in entrata e l'altra in uscita per controllo di ciò).
- Noi e gli altri animali "residenti"
Massima cura dovrà essere riservata anche agli animali residenti. Nuovo canile e maggiori attenzioni agli animali in cattività dei giardini. Dobbiamo perseguire azione di continuazione a favore della popolazione felina di colonie cittadine ed incrementare la necessaria collaborazione con le associazioni protezionistiche e di protezione ambientale.
Rovereto 31 marzo 2005.
Per maggiori informazioni sulle modalità delle votazioni vi invitiamo a consultare il sito del Comune di Rovereto - http://www.comune.rovereto.tn.it/contenuti_comune.jsp?ID_LINK=164&area=2
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